giovedì 27 giugno 2013

Open Access, un modo alternativo di fare editoria

Oggi illustreremo un modello di editoria alternativo a quello tradizionale: il modello Open Access (OA).
Non è un modello nuovissimo, dato che ormai ha sulle spalle circa 20 anni di storia, ma consolidato e sempre più diffuso.

Cos'è l'OA?
OA in ambiente scientifico fa riferimento alla possibilità di accedere senza restrizioni ad ogni prodotto della ricerca, come articoli di riviste, libri e monografie.

Un po' di storia
Questo nuovo modello di concepire l'editoria nasce intorno al 1993, ma solo con la diffusione di internet (associato anche ad un'aumentata velocità della connessione) è riuscito ad esprimere il suo potenziale. Di fatti la curva di diffusione dell'OA ricalca fedelmente quella di internet, con un incremento notevole delle adozioni dal 1999 in poi.

Le licenze
La licenza di rilascio è ormai una nostra vecchia conoscenza; infatti solitamente per l'OA vengono adottate le Creative Commons (CC), in particolare la CC-Attribute (CC BY) e la CC-Attribute Non commerciale (CC BY-NC). Come avrete notato le licenze in questione sono le stesse dell'Open Content.
Allora qual è la differenza tra Open Access e Open Content?
La principale e sostanziale differenza sta nella possibilità di poter modificare il contenuto.
L'Open Content infatti permette a chiunque di modificare il contenuto dei propri dati (vedi l'esempio di wikipedia) e gli autori del prodotto finale crescono con l'incremento del numero delle modifiche, compresi i contributi anonimi.
L'Open Access invece ha una struttura più statica, l'articolo è modificabile solo dall'autore originale ed inoltre gli autori stessi sono ben identificabili. Questo approccio serve a mantenere materiale stabile e riconducibile ad autori ben precisi. Quindi in sostanza l'aggettivo “open” nell'OA fa riferimento alla possibilità di fruire liberamente del materiale.

Perchè scegliere questo modello?
I primi a beneficiarne sono sicuramente i ricercatori. Infatti le riviste OA offrono un pubblico più ampio per i loro lavori e permettono quindi la più facile diffusione degli stessi a tutto vantaggio dell'Impact Ratio (IR).
Passiamo quindi agli utenti (molto spesso ricercatori a loro volta) che avranno così accesso ad un maggior numero di articoli. E' facile capire come questa sinergia porta ad una progressione più rapida della ricerca e a standard qualitativi elevatissimi.
Anche i finanziatori ne trarranno dei vantaggi, perchè come i ricercatori, anche loro vedranno incrementare l'IR. Non a caso molti prestigiosi centri di ricerca pubblici e privati stanno aderendo all'iniziativa. Grazie alle numerose strutture già presenti, i finanziatori vedranno ottimizzati i loro investimenti, con fondi che dalle spese editoriali saranno dirottati alla ricerca vera e propria.
Ultimi, ma non per importanza, gli editori. Il mondo dell'editoria è diviso nei confronti dell'OA: da un lato ci sono alcune figure editoriali che vedono questo come un nuovo modello di business, dall'altro figure che vedono questa nuova prospettiva come una minaccia.

Questo articolo finisce qui, ma essendo il mondo dell'OA estremamente vasto l'argomento sarà ripreso più volte focalizzando l'attenzione sulle diverse iniziative che riguardano più da vicino il mondo della medicina.