sabato 9 novembre 2013

Se volete usare software Open Source, non scegliete GNU Linux

Gli utenti Windows sono degli ignoranti che non capiscono nulla di informatica.
Gli utenti Apple sono dei fighetti che vogliono solo far vedere.
Gli utenti Linux (intesi come GNU/Linux) sono appassionati d'informatica che smanettano con i PC.

Cos'hanno in comune queste tre affermazioni?


Sono degli stereotipi e come tali non rispecchiano la realtà, anzi la alterano.
Il problema è che a cadere in questi luoghi comuni sono anche gli addetti ai lavori e tra questi anche i programmatori di software libero. Questo si traduce in una disparità di trattamento tra gli utenti tale da render vero (almeno in parte) quanto detto sopra. Insomma una previsione che si autoavvera.
Basta girare tra le piattaforme di sviluppo dei progetti per capire di cosa sto parlando; infatti accanto agli eseguibili per Windows e MacOS spesso non troviamo pacchetti dedicati alle principali distribuzioni Linux e ad i suoi utenti viene richiesto di compilare i sorgenti.

A questo punto è facile capire perché gli utenti Linux siano solo degli appassionati (salvo scelte aziendali). Infatti chiunque usi il PC per altri scopi che non sia quello professionale o da smanettoni si trova di fronte a un muro di gomma che lo rispedisce dritto dritto tra le braccia di Windows, terra dove gli stessi sviluppatori che fanno richieste assurde (come compilare i sorgenti) su Linux accolgono gli utenti con un eseguibile per installare lo stesso programma.

Quindi per rispondere agli sviluppatori (o manutentori) delle principali distribuzioni che avevano messo in evidenza l'elevato numero di applicazioni disponibili e quindi difficilmente mantenibili dico: avete ragione la colpa non è solo vostra, ma anche dei programmatori dei singoli applicativi che fanno due pesi e due misure a seconda dell'OS utilizzato. E' paradossale che il "Sistema Operativo Libero" per eccellenza possa essere un handicap per l'utilizzo del software libero.

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