giovedì 30 gennaio 2014

Trashware cos'è e perchè farlo

Trashware è un gioco di parole nato per indicare la pratica di recuperare l'hardware obsoleto rendendolo di nuovo funzionante e utile.
Questa è una forma molto fine di riciclaggio che apporta benefici all'ambiente, alla comunità e anche alle nostre tasche.
Vediamo nel dettaglio questi aspetti.

Da dove viene l'hardware?

Le componenti elettroniche utilizzate per assemblare nuovi PC arrivano da quelli dismessi dagli uffici, dalle aziende o anche dai privati cittadini.
Molti di noi magari hanno sostituito il loro terminale con un modello più performante, relegando quello “vecchio” ancora perfettamente funzionante in soffitta.
Come abbiamo già visto con BONIC lo spreco di risorse informatiche è immenso e la pratica di accantonare computer ancora utilizzabili perchè non più adatti alle nostre esigenze è una delle forme più diffuse. Inoltre smaltire questi terminali ha un costo sia in tempo che in denaro, per non parlare dei danni all'ambiente che sono immensurabili.
A questo punto l'opzione migliore è donarli in beneficenza.

Com'è possibile riciclare l'hardware vecchio?

Il segreto sta nel convogliare la potenza di calcolo del PC sui compiti che viene chiamato a compiere.
Per far ciò si ricorre a software appositamente sviluppati, di solito Open Source. Questi programmi sono adatti allo scopo per tre motivi:
  1. sono sicuri, quindi non richiedono antivirus, programmi estremamente pesanti;
  2. sono estremamente versatili e possono essere plasmati a seconda delle esigenze;
  3. non hanno un costo di licenza.
A questo punto devo fare una precisazione: spesso si parla del Software Libero come “programmi per vecchi PC”. Errore madornale.
Infatti i programmi Open Source sono progettati per essere estremamente efficienti, visto che nascono per l'ambiente produttivo, ed è proprio questa caratteristica che permette loro di sfruttare al meglio l'hardware e quindi di recuperare potenza di calcolo.

A chi è destinato l'hardware riciclato?

Solitamente a enti pubblici e privati con finalità sociali come: laboratori informatici nelle scuole, biblioteche o associazioni No Profit.
Tutte strutture che non richiedono significative prestazioni hardware, che quindi possono usufruire nel migliore dei modi di queste risorse.

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