domenica 2 febbraio 2014

Clementine OS, il ritorno di PearOS

La vicenda PearOS/Clementine OS ricorda molto il solito addio dalle scene di Krasty il Clown. Chi è cresciuto a pane e Matt Groening sa bene di cosa parlo; agli altri lo spiego adesso.

Krasty, al secolo Herschel Shmoikel Pinkus Yerucham (הרשל שמויקל פינקוס ירוחם קרסטופסק ) Krustofski, è uno squallido clown presentatore di uno Show per bambini che però non sopporta, incapace di far ridere, detesta i comici migliori di lui, è sempre in bolletta e per far soldi gioca d'azzardo con il risultato che alla fine è più indebitato di prima. Ad un certo punto, pressato dai creditori, per sbarcare il lunario decide di dare l'addio alle scende con un ultimo e remunerativo show, fino ad arrivare a collezionare più di 17.

Dov'è l'assonanza con Pear/Clementine OS?

Clementine Os è una distribuzione Linux che non ha attirato molta attenzione ed è anche abbastanza obsoleta (non stabile, proprio obsoleta dato che è ancora ferma ad Ubuntu 12.10); vorrebbe essere un prodotto Apple ma non n'è all'altezza. Giunta in bolletta ha deciso di dare il suo addio alle scene per avere un po' di visibilità, per poi tornare sotto altro nome in maniera pasticciata ed approssimativa con un sito ch'è praticamente il precedente, senza neanche degnarsi di rinominare la ISO. Anni luce dalla cura nei dettagli che proprio la Apple, malamente scimmiottata, mette nelle sue presentazioni e nei suoi prodotti.

Clementine OS ha senza dubbio una filosofia per i dettagli e alcuni Tools molto interessanti, che tuttavia non giustificano la creazione di un'intera distribuzione.
Per com'è attualmente gestita più che una mela morsicata, Clementine OS ricorda un mandarino ammuffito.

Fonti:


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