martedì 11 marzo 2014

Fedora e Korora: due facce della stessa medaglia

Fedora è una delle distribuzioni GNU/Linux più diffuse al mondo.
E' un progetto sviluppato e mantenuto da una comunità indipendente sotto il patrocinio di Red Hat (RH), multinazionale dell'Open Source.
Proprio questa sua vicinanza con l'azienda del cappello rosso ha creato non pochi equivoci, alcuni dettati dall'ignoranza, altri dall'invidia.
Infatti Fedora viene spesso apostrofata come "banco di prova di Red Hat" e quindi tacciata di instabilità. Questo è in parte vero, in quanto il software dopo un po' passa da Fedora sulla distribuzione mantenuta dalla stessa casa produttrice Red Hat Enterprice Linux (RHEL).
Tuttavia Fedora non è da considerarsi come un manichino da crash test al servizio di RH, piuttosto come un laboratorio per le nuove tecnologie, una sorta di apripista per strumenti innovativi da poter successivamente implementare su sistemi destinati alla produttività.
Per fare un parallelismo Fedora è come le auto da F1 e RHEL è una supercar stradale.

Fatte le dovute precisazioni ora passiamo alle caratteristiche salienti.
  • Fedora è una distribuzione GNU/Linux a rilasci programmati; in linea teorica questi dovrebbero avvenire ogni 6 mesi, ma possono essere previsti degli slittamenti per il riscontro di eventuali bug o problemi di altra natura. A differenza di Ubuntu non sono previsti rilasci a lungo termine, quindi ogni rilascio è uguale all'altro e tutti vengono mantenuti per i due rilasci successivi più un mese, circa 13 mesi.
  • C'è da dire che in Fedora, rispetto ad Ubuntu, il software di terze parti è ben mantenuto per tutto il periodo di supporto, motivo per il quale solitamente non è necessario aggiungere repository specifici per i singoli programmi; questo fa si che i 13 mesi di supporto siano reali, riferiti a tutta la distribuzione e non solo al Sistema Operativo in senso stretto. 
  • Inoltre, all'uscita dei nuovo rilasci piuttosto che reinstallare il sistema operativo da zero è possibile eseguire dei comodi avanzamenti di versione, operazione critica ma che nella maggior parte dei casi ha esito positivo.
Fin qui tutto bene, ora veniamo alle note dolenti.
  • La prima è il programma di installazione Anaconda. Molto potente e professionale risulta essere poco intuitivo per i neofili, anni luce dalla semplicità e linearità della controparte (Ubiquity) presente su Ubuntu e derivate.
  • L'altra questione, un po' più complessa, è l'assenza di software preinstallati. Questa condizione paradossalmente interessa più gli utenti GNU/Linux, che sono stati molto viziati dalle loro distribuzioni e possono stupirsi nel trovare una distribuzione nuda e cruda, che per chi proviene dall'ecosistema Windows; questi ultimi troveranno perfettamente normale avere un sistema operativo senza software preinstallati.

Tuttavia avere un sistema perfettamente funzionante al primo avvio fa piacere a tutti; è per questo motivo ch'è nata Korora della quale parleremo in un prossimo articolo.

Fonti:
https://fedoraproject.org/it/
http://thingiverse-production.s3.amazonaws.com/renders/09/f0/77/be/d9/fedora-printed_preview_featured.jpg
http://www.fedoraonline.it/

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