sabato 18 ottobre 2014

Tecnologia e contrasto generazionale

Pomeriggio caldo d’ottobre è un peccato stare dentro casa e non goderselo, così prendo il mio bell’e-reader e me ne vado al parco.
Parco mezzo vuoto e io effetto ‘’clochard’’ mi godo la mia panchina e il mio buon e-book.
Arriva un nonno con il nipotino, uno dei pochi.
Tempo 5 minuti pace finita! Non per gli schiamazzi del bambino, siamo al parco fanno parte dell’atmosfera, è il nonno ad infastidirmi.
Infatti comincia a sbraitare con il nipote perchè invece di giocare con gli altri bambini, pochi per la verità e amabilmente per i fatti loro, sta giocando con “il telefonino”; soliti commenti “ma perchè invece di stare qua da solo non giochi con gli altri?” “Con quello ci puoi giocare a casa, pensa a stare con gli altri bambini!” “questi aggeggi vi stanno a fa usci stupidi e asociali!” ecc.
Morale della favola ha levato dalle mani lo smartphone al nipote, che comunque si è messo a giocare da solo, e si è seduto a leggere amabilmente il giornale.

Peccato che 1-2 panchine dopo c’era un gruppo di anziani che parlavano della prostata ingrossata e deI diabete.
A questo punto ho pensato: per la stessa logica adottata per tuo nipote anche tu, rompiscatole che hai molestato la mia quiete, dovresti poggiare il giornale e parlare con gli altri.
Cos’ha il giornale in più di uno smartphone?
Perchè stare al parco a leggere il giornale va bene e invece farsi una partita con un videogioco o navigare in internet e da asociale?
Perchè non posi quel pezzo di carta sporco e giochi con tuo nipote?


A questo punto dovrei venire lì, strapparti il giornale dalle mani e dirti “vai a parlare con gli altri anziani, il giornale lo puoi leggere a casa!